KRST

di Pier Tulip

   
   
     
   
   

 

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Indice dell'opera

 Introduzione

Prologo

Le fonti

1 La nascita

2 Il pensiero

3 La morte

4 Il Cristo svelato

  4.1 Il Gesù dei Vangeli

  4.2 Il Gesù della storia

5 Conclusioni

6 Appendici

  6.1 Bibliografia

  6.2 Lettera di Mendoza

  6.3 Frontespizio Dupuis

  6.4 Cappella Sansevero

  6.5 Gli Apostoli

  6.6 Note di Astronomia

  6.7 La leggenda di Hiram-Habif


 
230 pagine
60 illustrazioni e 3 tabelle

 

 

     

Introduzione

  

Il secolo XVIII ha vissuto una delle più grandi rivoluzioni della storia dell'umanità, sia per quanto riguarda lo sviluppo del pensiero e delle idee che per gli aspetti sociali, politici, industriali e religiosi.

L'Illuminismo, che pone l'uomo al centro della propria sfera d'indagine, mette in discussione per la prima volta, in modo chiaro e palese, la religione sia nella sua teologia che nella sua organizzazione. Grazie all'azione dell'Illuminismo, che attecchirà nei centri di potere sia laici che religiosi, potrà essere finalmente contrastata ed eliminata l'Inquisizione e sarà attuabile nel secolo successivo, anche in Italia, la libera circolazione delle idee.

Questa nuova corrente di pensiero ha avuto una genesi già precedentemente con la nascita di organizzazioni clandestine individuabili come prime logge massoniche o celate sotto l'aspetto ufficiale di associazioni culturali di tipo letterario, come l'Accademia dell'Arcadia fondata a Roma nel 1690 dalla regina Cristina di Svezia.

Di questi aspetti mi sono occupato in un’opera, intitolata Rum Molh, dedicata al personaggio napoletano del ‘700 Raimondo de Sangro , e a tal proposito cito: "L’accademia, diretta anche in età giovanile da Pietro Metastasio, si è velocemente propagata in tutto il territorio della penisola, a dimostrazione che grande è il fermento illuminista che permea la classe colta, la quale si può identificare in massima parte con la nobiltà e le famiglie notabili legate al potere.

L’accademia è una facciata fittizia perché accoglie e aveva accolto al suo interno numerosi alchimisti: la stessa regina, Athanasius Kircher, Giuseppe Francesco Borri, l’astronomo Giovanni Cassini."

Contrariamente a quanto generalmente riportato, la prima loggia massonica italiana fu aperta a Napoli col nome di Perfetta Unione e nel 1727 ricevette il riconoscimento ufficiale da lord Henry Hare di Coleraine, Gran Maestro della Gran Loggia d’Inghilterra. Il discusso Principe napoletano Raimondo de Sangro, alchimista e massone, vi partecipò fin dalla sua giovinezza diventandone Gran Maestro probabilmente alla morte del nonno materno Nicolò Gaetani dell’Aquila d’Aragona nel 1741. Nel 1745  Raimondo fece il grave errore di rendere pubblica la sua presidenza nella loggia napoletana unita e ciò gli causò gravi problemi in quanto, per quanto il Re Carlo e lo stesso Papa Benedetto XIV fossero in odore di massoneria o comunque influenzati dal nuovo corso illuminista, il potere dei Gesuiti era ancora rilevante.

Prima ancora che autori importanti quali Reimarus e Paine, ancora deisti, e Voltaire e Charles Francois Dupuis si occupassero esplicitamente di contrastare la teologia cattolica, Raimondo de Sangro pubblicò numerose opere ermetiche nella sua tipografia sotterranea e tramandò il suo pensiero nelle opere scultoree con cui addobbò la cappella di famiglia oggi Museo Sansevero.

Nell’Epilogo della mia biografia romanzata del Principe di Sansevero riporto una possibile decifrazione del messaggio allegorico, massonico ed alchemico, narrato dalle statue fatte erigere con grande dispendio di denaro e di tempo. Tralasciando i dettagli della mia interpretazione che il lettore può leggere in Appendice 4, le conclusioni a cui giungevo facevano supporre che Raimondo de Sangro associasse la Trinità Cristiana alla Triade Egizia: Osiride, Iside, Horus.

La decifrazione di questo messaggio mi faceva sorgere la domanda: "Come si inserisce Gesù, e quindi l'intera religione cattolica, nel quadro proposto?".

In effetti avevo tolto il velo solo alla statua della Pudicizia ma non al Cristo del Sanmartino giacente al centro della cappella.

In un libro dedicato a Raimondo de' Sangro mi è sembrato corretto fermare la mia indagine a quel punto, riservandomi di approfondire in un secondo momento la problematica posta da quella domanda; ed è quello che cercherò di fare qui.

Il Dupuis nella sua pregevole opera Origine de tous les Cultes, ou la Réligion Universelle del 1795 è il primo e fondamentale mitografo che abbia analizzato le antiche religioni inquadrandole appunto in una religione universale avente per oggetto il sole.

Nel fare ciò l’astronomo francese ha utilizzato il metodo comparativo per illustrare le analogie e le corrispondenze fra gli elementi distintivi del cristianesimo e quelli di precedenti religioni. La sintesi del suo studio viene riportata in una tavola grafica che egli stesso illustra e di cui riporto la traduzione in Appendice 3.

Ogni persona ragionevole, non offuscata da preconcetti, non può non trovare estremamente calzanti quelle associazioni, ma esse non sono probanti e le tesi mitiche illustrate tramite comparativismo non sono state considerate rilevanti.

Ma, fra le tante possibili associazioni, una in particolare mi ha portato ad investigare più a fondo il cristianesimo in chiave solare: si tratta della corrispondenza che è possibile rilevare fra l’iconografia della crocifissione, l’iconografia mitraica e quella celata dalle statue della cappella Sansevero.

Alla luce delle sovrapposizioni individuate, illustrate dettagliatamente in questo lavoro, mi è sembrato giustificato un approfondimento del messaggio evangelico che non tenesse conto di tutte le ricerche esegetiche fatte in passato, le quali avevano generato una molteplicità di profili della figura di Gesù dimostrando la scarsa affidabilità di un approccio esegetico in chiave storiografica.

Dopo l’illustrazione delle numerose analogie, corrispondenze e allegorie che legano il cristianesimo alle precedenti religioni, introduco un nuovo metodo di analisi basato sulla supposizione che anche i vangeli raccontino un mito e ipotizzando che, per quanto possano essere stati modificati ed adattati nel tempo ad una nuova teologia, i vangeli devono ancora contenere tracce della prima stesura.

Convertiti i vangeli tramite l’opportuna chiave di decodifica, la storia in essi narrata appare ben diversa da quella conosciuta.

La decodifica di numerosi passi canonici, un’analisi delle corrispondenze fra mitraismo romano e cristianesimo, gli indizi di una ritualità del primo cristianesimo non corrispondente ai canoni successivi al concilio di Nicea, la presenza di numerose sette gnostiche già a partire dal primo secolo, indizi di un pensiero gesuano ermetico e iniziatico, convergono in una identificazione del cristianesimo primitivo quale religione solare.

Le indicazioni di Raimondo de Sangro non si esauriscono, però, con l’associazione fra la religione egizia e quella cristiana. Il Principe massone in una lettera strettamente privata e cifrata, inviata al suo discepolo Barone Henry Theodore Tschudy, che fonderà poi in Francia la loggia massonica Etoile Flamboyant, oltre a presentare gli indizi per decifrare il messaggio celato nella cappella, include anche questa frase: "Perseguite Fratello nell'ineffabile Virtù del Verbo ed occultate <parola cifrata>".

La ricerca di questa parola trova un riscontro positivo nella storia facendo affiorare l’ipotesi di una figura del fondatore del cristianesimo in perfetto accordo con il profilo che si era venuto a delineare precedentemente.


   
                 
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